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domenica 27 ottobre 2013

Intorno ai lavori di ristrutturazione di Piazza Niosi



La principale obiezione sollevata da alcuni residenti riguardano l'opportunità di ripristinare o meno l'antico -se così possiamo definirlo- assetto della piazza che, a partire dalla seconda metà del XIX secolo, vide il suo nucleo centrale, destinato ai pedoni, poggiarsi su di un risparmio sopraelevato a gradoni. Analizzando la questione dettagliatamente voglio prima di tutto smentire l’idea che nel centro storico di una città non si possa effettuare alcuna modifica, dal momento che le città hanno cambiato faccia più e più volte nel corso dei secoli, pur mantenendo la loro valenza storica e le loro peculiarità artistiche e architettoniche. Inoltre si è tanto sottolineata l'importanza di conservare la memoria storica di una piazza la cui conformazione attuale risale però solo al secondo dopoguerra, dimenticando che l'aspetto di un luogo dovrebbe tenere conto dell'avvallamento originario e naturale della piazza.
Anni '50
Il progetto con un piano unico è un’interessante proposta; poiché il piano unico e l'assenza di ostacoli visivi mette in risalto le facciate dei palazzi storici e la monumentale fontana del Calice, donando una maggiore luminosità all'intera piazza e alle vie che si aprono su di essa. Inoltre, con il nuovo assetto si darebbe maggiore spazio visivo alla peculiare caratteristica di avere due edifici ecclesiastici che dominano la stessa piazza.  A questo proposito si suggerisce, sfruttando il cantiere già in opera, di eliminare quell'antiestetica recinzione che ha ridotto il sagrato della chiesa di San Nicola ad un triste cortiletto condominiale, estraniando l'intero edificio dal resto della piazza. Per quel che riguarda le preoccupazioni relative alla canalizzazione delle acque meteorologiche, sembra almeno ingeneroso continuare a discutere, mettendo indubbio il lavoro di un professionista che ha già pubblicamente spiegato come intendono risolvere il problema. Altro punto che ha scatenato molte critiche è l'eliminazione dei tigli preesistenti nella piazza;

sabato 25 agosto 2012

Io sto con Mazzeo


Come spesso accade il problema per molti non è il male in se, ma chi lo racconta.


Venerdì 17 agosto 2012 il giornalista messinese Antonio Mazzeo scrive un articolo sui fenomeni mafiosi che nel tempo hanno riguardato l'area ricadente nel Comune di Falcone. A seguito di questa inchiesta il Comune di Falcone querela il giornalista per tutelare la propria immagine lesa.

mercoledì 23 maggio 2012

20 anni dopo

Avevo sei anni questo è sicuro, ho qualche dubbio sul fatto che nel maggio 1992 andassi già a scuola, ma i miei ricordi mi proiettano in prima elementare! Poco importa se questo vivo ricordo, che mi torna in mente ogni qualvolta penso alla mafia, sia collegato al giorno dopo la strage o al suo primo anniversario!
Fatto sta che andavo in prima elementare, per un bambino di 6/7 anni avevo un'idea abbastanza chiara di cosa fosse la mafia, ricordo che a fine giornata scolastica una frase detta delle mia maestre di allora mi colpì profondamente, tanto da aver generato fino ad oggi in me diversi interrogativi e orientato alcune scelte: "quando la mafia fa cose di questo genere significa che è debole, dobbiamo avere più paura quando la mafia non si vede e non si sente..."

giovedì 19 aprile 2012

In memoria di Adelasia del Vasto! Concerto d'Arpa


Il 16 Aprile 1118 morì, a Patti, la Regina Adelasia del Vasto, terza moglie di Ruggero I Gran Conte di Sicilia e madre di Ruggero II. L'Associazione Argonauti ha organizzato, in memoria dell'anniversario della morte della Regina, un concerto d'Arpa, dell'artista Antonella Cernuto, nella Galleria della Cattedrale San Bartolomeo di Patti, luogo in cui ancora oggi si può ammirare la tomba in stile rinascimentale contenente le spoglie.



domenica 26 febbraio 2012

Verso la cura del territorio


Da Sinistra: Sara Marino Merlo (Sel Nebrodi),
Salvatore Chiofalo (Coordinatore provinciale Sinistra Ecologia e Libertà),
Valerio Calzolaio (ex Sottosegretario al Ministero dell'Ambiente)

Venerdì scorso Sinistra Ecologia e Libertà ha organizzato, presso l’Auditorium Comunale «F. Borà» di Gioiosa Marea (Messina), il convegno pubblico dal titolo “Dall’incuria alla cura del territorio”, con la partecipazione dell’On. Valerio Calzolaio, già Sottosegretario all’Ambiente.
A introdurre i lavori è stato Salvatore Chiofalo (Coordinatore provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà) che ha ricordato gli innumerevoli episodi, spesso estremamente dolorosi, che hanno coinvolto la provincia di Messina, dall'incendio del Rifugio del Falco, all'alluvione di Giampilieri; dagli episodi di Falcone, a quelli di San Fratello e Caronia; dallo straripamento del Torrente longano di Barcellona, alla frana di Saponara; passando per il perenne problema della statale 113 di Gioiosa Marea. Chiofalo individua tra le cause principali di questi dolorosi eventi il continuo violentare il territorio, soprattutto con la cementificazione e la riduzione degli alvei dei torrenti, l'abbandono delle campagne e l'urbanizzazione sconsiderata. Sinistra Economia e Libertà invita a cambiare rotta -continua Chiofalo- propone un piano decennale straordinario di risanamento del territorio, che tra l'altro porterebbe occupazione, recuperando, così, la cultura della difesa, della prevenzione e della cura del territorio.
Successivamente prende la parola Valerio Calzolaio che inizia il suo intervento con un appello a tutti i cittadini che si apprestano ad andare al voto il 6-7 Maggio e a tutti i candidati sindaci, di qualunque orientamento politico, invitandoli a discutere su come evitare la perdita di vite umane, la distruzione di cose, lo spreco di risorse e il catastrofico impatto che questi eventi, causati della poca cura per il suolo, hanno.
Il suo intervento continua presentando la campagna di SEL Terra Nostra, campagna in difesa del territorio questa, come bene spiega Valerio Calzolaio, non è un progetto statico che SEL presenta nei vari centri d'Italia, ma una iniziativa che organizza su tutto il territorio nazionale seminari di discussione, consultazione e confronto con i cittadini per sviluppare un progetto organico di proposte e iniziative. Calzolaio continua illustrando le prime proposte elaborate tra cui il già citato piano decennale per la messa in sicurezza del territorio; l’istituzione di un Servizio Civile Giovanile Regionale dedicato a lavori di manutenzione e ripulitura; il rafforzamento della filiera dei saperi e delle competenze, formando nuove professioni “verdi” e valorizzando geologi, ingegneri naturalistici, meteorologi e climatologi, architetti paesaggisti, urbanisti ecocompatibili, agricoltori con funzioni di presidio del territorio; l’istituzione della figura di “ecologo condotto” nei comuni; il coinvolgimento delle associazioni ambientaliste, delle forze sociali, del volontariato e dei singoli cittadini in progetti pilota di cura del territorio; incentivo fiscali alle attività agricole nelle aree a rischio idrogeologico e nelle aree svantaggiate.

Inoltre, Calzolaio spiega come sia più utile, sia economicamente che ecologicamente, spendere le risorse economiche per i piccoli interventi piuttosto che nelle grandi opere, e parla dell'insensatezza dei piani regolatori comunali che ogni comune redige prevedendo costantemente in tutti i comuni un aumento demografico, che per forza di cose non può essere possibile, per un paese in cui la popolazione aumenta ve ne sarà un altro che si spopola.

martedì 17 gennaio 2012

Gioiosa Guardia

Il monte Meliuso con i suoi 800 metri d'altezza sovrasta il golfo di Patti, e grazie alla sua posizione invidiabile, che domina la costa dal capo di Milazzo a Capo D'Orlando, ha rappresentato da sempre un insediamento invidiabile. Nell'area sono certi insediamenti  già dall'età del bronzo, alcune campagne di scavi hanno, infatti mostrato  un abitato greco (fine VII-V sec. a.C.) che si sovrappone a due più antichi insediamenti risalenti all'età del bronzo finale (XII-X sec. a.C.) e all'età del ferro (IX-VII sec. a.C). I ruderi, invece appartengono a Gioiosa Guardia (detta anche Gioiosa Vecchia), città fortificata fondata da Vinciguerra d'Aragona, eletto sotto il regno di Federico III d'Aragona, intorno alla metà del  XIV secolo. Dopo circa quattro secoli di prosperità e di aumento demografico, in seguito a ripetuti eventi sismici e ad una devastante invasione di cavallette, le autorità cittadine e gli abitanti decisero, fra la seconda metà del Sec. XVII e la prima metà del Sec. XVIII,
di abbandonare il promontorio  di Gioiosa Guardia per insediarsi sulla costa.

Fra le due sponde del monte Meliuso si decise di far nascere la città in località "Ciappe di Tono", sul lato occidentale, dove tutt'oggi sorge il centro della cittadina di Gioiosa Marea.

Oggi i resti della maggior parte degli edifici sono poco più che grosse pietre corrose dal tempo, sono ancora ben distinguibili solo i resti del Castello, della Chiesa della Madonna del Giardino, della Torre di Guardia, caratterizzata da un cordolo marcapiano di pietra chiara (foto a destra) e la chiesa di San Francesco posta in una zona più in basso.

venerdì 2 dicembre 2011

La setta degli angeli

La setta degli angeli, l'ultimo libro di Andrea Camilleri, è un racconto incalzante che mescola all'introduzione da romanzo giallo una valenza di testimonianza e di denuncia dei problemi sociali della Sicilia!
Il protagonista è un uomo che crede nei valori di una società democratica e moderna e si batte contro l'immobilità d'un mondo di vecchi interessi costituiti (clero, nobiltà e proprietari agrari). Il suo nome è Teresi farmacista poi diventato avvocato ed editore di un piccolo giornale con la predilezione nel difendere i deboli e gli sfruttati.
L'autore dichiara di ispirarsi liberamente ad un avvenimento accaduto realmente in un paesino siciliano di inizio XX secolo, nel libro chiamato Palizzolo, caratterizzato dalla massiccia presenza di latifondisti, Marchesi, Nobili vari e preti che si dividevano tra otto chiese, sette per le varie famiglie nobili e una era "la chiesa dei viddani"!

La parte più apprezzabile del libro oltre la trama, di cui non voglio anticipare nulla, è la reazione che la società nel suo complesso manifesta nei confronti della verità. La verità in quanto scomoda, paradossalmente, crea una avversione unanime contro colui che la solleva e che la rende pubblica, emarginandolo e ignorandolo fino al suo sfinimento.

Il libro invita ad una riflessione su questo fenomeno che è assai diffuso ancora oggi: il rifiuto della conoscenza della verità...