Nel 1913, per ovviare all'incongruenza di affidare a privati l'intera gestione di un pubblico esercizio (quale quello farmaceutico), la riforma Giolitti affermava il principio per il quale l'assistenza farmaceutica è un'attività primaria dello stato. Le farmacie vennero così date in concessione governativa ad personam, per cui non potevano essere comprate, vendute ed ereditate. Tutte le titolarità erano acquisite esclusivamente per pubblico concorso, seppure gli eredi dei titolari di farmacie erano palesemente favoriti nei concorsi. Inoltre la riforma introdusse per la prima volta la Pianta Organica delle sedi farmaceutiche, per garantire una omogenea distribuzione degli esercizi farmaceutici.La riforma del SSN di Mariotti, nel 1968, introdusse l'ereditarietà delle farmacie e la loro vendita e cessione. Istituì la figura del titolare in cui la gestione economica coniugasse quella professionale e il diritto di prelazione da parte dei comuni sul 50% delle farmacie da mettere a concorso.



