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giovedì 12 gennaio 2012

Il voto referendario va rispettato


Nel calderone delle liberalizzazioni (nelle quali si tende erroneamente a includere pure le privatizzazioni) che il governo si presta ad approvare si allude, più o meno velatamente, anche ad un intervento sul servizio idrico, dimenticando che un voto referendario deve essere rispettato, o magari pensando di poter creare una norma che lo raggiri "legalmente"... 


Ma noi siamo più avanti e i nostri politici non hanno avuto nemmeno il dubbio, in provincia di Messina non si è mai interrotto l'iter per la privatizzazione dell'acqua, in barba a qualsiasi risultato referendario, già in estate abbiamo avuto la nomina di amministratori e di consulenti  ed oggi l'ATO idrico 3 si appresta ad approvare una società consortile per azioni. 

Come bene afferma il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua: "la Società per Azioni sottrarrebbe al controllo democratico e alla gestione partecipata da parte degli utenti il servizio idrico, ponendo le premesse

La Legge era uguale per tutti

Ancora una volta Cosentino non verrà giudicato, decisivi i voti della Lega (che dal dichiarare il voto favorevole di due giorni fa è passata alla libertà di coiscenza di ieri e al voto contrario di oggi) e quelli dei deputati Radicali (che non ho mai compreso).

domenica 8 gennaio 2012

La Repubblica Italiana ripudia la guerra

Ecco quanto ha stanziato e stanzierà l'Italia per gli armamenti, difficilmente giustificabili con la necessità di difesa. Anche perchè ormai da tempo siamo sotto attacco, in una guerra combattuta a colpi di spread e le cui vittime non muoiono dissanguate, ma di fame e di disperazione...


L'industria bellica vince ancora, un'altra lobby che non si intende combattere...

I Popolari di Italia Domani (PID)


Il partito Popolari di Italia Domani nasce da una scissione dell'UDC avvenuta il 28 settembre 2010, come Popolari per l'Italia di Domani, per salvare Berlusconi e il suo governo. Questa rottura a detta loro è avvenuta "in seguito alla manifestata volontà di quest’ultimo partito [l'UDC] di dare corso a una nuova e fallimentare stagione di centro sinistra in Italia". Si definiscono "partito di diretta derivazione democristiana la cui finalità è traghettare nel terzo millennio, alla luce del confermato quadro bipolare italiano".
Tra le campagne sponsorizzate sul loro sito troviamo: no Pisapia, no Moschee! campagna demagogica per dipingere il sindaco di Milano come un pericolo per la cristianità; Lombardo dimettiti campagna contro le elevate spese di consulenza  del governatore della sicilia Lombardo, dimenticando forse quelle fatte dal suo predecessore e fondatore del PID Cuffaro; Lombardo indagato per associazione mafiosa? dubbio che scuote l'animo dell'indagato Romano e del già condannato Cuffaro...
A parte le campagne che si muovono tra l'inquietante e il comico, chi è PID??? I principali fondatori sono parlamentari che fanno capo al già citato Totò Cuffaro, ex presidente della Regione Siciliana e già vicesegretario nazionale dell'UDC. Al partito aderiscono inizialmente 4 deputati: Francesco Saverio Romano (coordinatore nazionale), Giuseppe Drago, Michele Pisacane, Giuseppe Ruvolo; un senatore: Maria Pia Castiglione; un europarlamentare: Antonello Antinoro; la maggior parte dei deputati regionali siciliani eletti nell'UDC: Rudy Maira, Toto Cordaro, Pippo Gianni, Marianna Caronia, Nino Dina, Fausto Fagone, Orazio Ragusa e Totò Cascio. Inoltre presidente fino al suo abbandono era Calogero Mannino che dopo la condanna definitiva di Cuffaro abbandona il partito. 

Il fondatore: Salvatore Cuffaro, detto Totò vasa vasa, inizia la sua carriera politica nelle file della DC, diviene consigliere comunale prima di Raffadali (sua città natale) poi di Palermo, nel 1991 e nel 1996 è eletto deputato regionale. Dopo vari passaggi tra PPI, CDU, UDEUR  e altrettante candidature e incarichi, alla fine partecipa alla fondazione dell'UDC. Nel 2001 diventa Presidente della regione Sicilia con quasi il 60% dei voti, durante il quale mandato gli viene affidato anche l'incarico di Commissario straordinario per l'emergenza idrica e di Commissario delegato per l'emergenza rifiuti. Nel 2006 viene rieletto, ma il 26 gennaio 2008, dopo giorni di pressioni da parte dell'opinione pubblica, si dimette a causa della condanna in primo grado a 5 anni per favoreggiamento alla mafia. Per premiarlo i siciliani, il 13 aprile 2008 lo eleggono Senatore nella lista UDC. In fine Il 22 gennaio 2011 la Corte di Cassazione conferma in via definitiva la condanna a 7 anni di reclusione. Il giorno stesso Cuffaro si costituisce e viene rinchiuso nel carcere romano di Rebibbia. Nelle motivazioni della sentenza i Giudici della Cassazione dichiarano provato l'accordo politico-mafioso tra il capo-mandamento Giuseppe Guttadauro e il politico Salvatore Cuffaro, e la consapevolezza di quest'ultimo di agevolare l'associazione mafiosa, inserendo nella lista elettorale per le elezioni siciliane del 2001 persone gradite ai boss e rivelando, in più occasioni, a personaggi mafiosi l'esistenza di indagini in corso nei loro confronti.

Il coordinatore nazionale: Saverio Romano anche lui inizia la sua lunga carriera politica nella DC. Il 23 marzo 2011, in seguito all'appoggio del PID e dei "responsabili" al governo, viene nominato Ministro all'Agricoltura. Per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana venne nominato un ministro con procedimenti penali in corso, infatti il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano espresse serie riserve sulla nomina, ma firmò comunque. Il 18 gennaio prossimo il gup di Palermo renderà nota la sua decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio di Romano. Contro di lui si registrano intercettazioni imbarazzanti tra esponenti mafiosi, e le parole di sei pentiti che lo indicano “a disposizione” di Cosa Nostra. Inoltre sempre nei suoi confronti (dopo il sì della Camera all’uso delle intercettazioni del 21 dicembre) prosegue l’inchiesta che lo vede indagato per la corruzione della società del Gas del professore Gianni Lapisedi Cianciminojr, Romano è sospettato di avere promosso un emendamento vantaggioso per la società in cambio di 300 mila euro.

domenica 11 dicembre 2011

Più farmacie, meno farmaci nei supermercati





Ieri su pagina intera del Corriere della Sera un appello di Federfarma:

Ci rivolgiamo ai cittadini che apprezzano il nostro insostituibile ruolo di consiglieri della loro salute e la nostra incessante presenza 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, con le nostre 17.500 farmacie presenti nelle grandi città e disseminate nei luoghi più sperduti del territorio italiano; ai giovani farmacisti che si affacciano alla professione credendo di contare su una carriera professionale che li conduca alla titolarità con criteri di merito per servizio; ai politici che sanno quanto sia importante che la salute dei cittadini non sia abbandonata alle logiche commerciali; ai responsabili del Governo che dovrebbero rispondere degli impegni assunti in campo europeo anziché alle richieste delle segreterie politiche dei partiti, creando vero sviluppo e veri tagli alle spese ed evitando che, con le riforme delle professioni, forti interessi prevarichino sull’autonomia dei professionisti e smembrino i luoghi controllati e sicuri della salute; al Presidente della Repubblica, garante della Costituzione italiana che sancisce espressamente il diritto di tutela della salute del cittadino. Oggi, portando i farmaci distribuiti con ricetta fuori dalla farmacia, si perde l’efficienza e la continuità del servizio e l’indipendenza dell’attività del farmacista”. Chiediamo solo di poter presentare la nostra proposta di riforma, per aprire rapidamente più farmacie, per far risparmiare i cittadini e ridurre la spesa del Servizio sanitario nazionale. Non facciamo scelte che ci portino fuori dall’Europa con norme presenti in alcun Paese al mondo".

Ecco sicuramente esiste un problema, i farmacisti titolari sono una delle caste più forti in Italia! Il concetto di ereditarietà non esiste in nessun altra professione!
Bisogna dire però che il ruolo sociale dell'operatore sanitario, qual è il farmacista, non può essere sottovalutato. Il farmacista non è e non può essere un "dispensatore di scatolette"!
Nell'ultimo governo Prodi abbiamo assistito ad un timido tentativo di liberalizzazione, i farmaci da banco nelle parafarmacie e nei supermercati. Oggi Monti rincara la dose e porta fuori dalle farmacie anche i farmaci in fascia C, quelli con obbligo di ricetta ma a carico del paziente!

Dichiarandomi contrario a una cerchia ristretta di farmacisti "fortunati" i titolari di farmacia, sono anche perplesso sulla vendita del farmaco dagli scaffali dei supermercati. Bisogna tener presente che il farmaco non è una marmellata e in un paese come il nostro in cui l'abuso di farmaci è una quotidianità, incentivare l'acquisto di questi mettendoli in bella vista tra la pasta e le merendine non credo sia eticamente corretto!

Quindi si alla liberalizzazione delle farmacie in toto, ma la vendita deve rimanere all'interno di una attività ad hoc!