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sabato 28 aprile 2012

Evoluzione storica dell'istituto della Farmacia

Il libero esercizio della farmacia fu istituito in Italia da Crispi nella riforma del 1888, l'esercizio della farmacia divenne così un bene patrimoniale liberamente trasferibile a chiunque, anche non farmacista, l'unico limite era la presenza di un farmacista direttore della farmacia. Questa mancanza di limiti e vincoli portò ad una elevata concentrazione degli esercizi farmaceutici nei grandi centri e la separazione tra proprietà dell'azienda e conduzione professionale.
Nel 1913, per ovviare all'incongruenza di affidare a privati l'intera gestione di un pubblico esercizio (quale quello farmaceutico), la riforma Giolitti affermava il principio per il quale l'assistenza farmaceutica è un'attività primaria dello stato. Le farmacie vennero così date in concessione governativa ad personam, per cui non potevano essere comprate, vendute ed ereditate. Tutte le titolarità erano acquisite esclusivamente per pubblico concorso, seppure gli eredi dei titolari di farmacie erano palesemente favoriti nei concorsi. Inoltre la riforma introdusse per la prima volta la Pianta Organica delle sedi farmaceutiche, per garantire una omogenea distribuzione degli esercizi farmaceutici.
La riforma del SSN di Mariotti, nel 1968, introdusse l'ereditarietà delle farmacie e la loro vendita e cessione. Istituì la figura del titolare in cui la gestione economica coniugasse quella professionale e il diritto di prelazione da parte dei comuni sul 50% delle farmacie da mettere a concorso.

domenica 22 gennaio 2012

E le lauree varranno di meno



Con l’espressione “valore legale del titolo di studio” si indica l’insieme degli effetti giuridici che la legge ricollega ad un titolo scolastico o accademico, rilasciato da uno degli istituti (sia statali che non), autorizzati.

Il titolo di studio è il requisito per l’accesso alle professioni regolamentate e agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni. Ovvero un “marchio di qualità” concesso dallo Stato agli atenei: lo Stato garantisce ai cittadini la qualità della formazione universitaria imponendo vincoli sull’organizzazione didattica, governando così lo sviluppo delle competenze professionali ai fini delle carriere. I cittadini che si servono di professionisti, le imprese e il settore pubblico che assumono laureati, dovrebbero essere garantiti sulla qualità della formazione di quelle persone in base a curricula “certificati”.

lunedì 5 dicembre 2011

Lei le lacrime noi il sangue

Non credo che bisogna mettere in discussione la sincerità del gesto! Non vedo la necessità di mentire, anzi...
Ma il pianto indica la consapevolezza di aver fatto qualcosa di cui qualcuno ne soffrirà, NOI!!!